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La Pasqua ai tempi del virus (II)

Il Mantello della Giustizia – Maggio 2020

Ancora sulla Pasqua ai tempi del virus

417p-K9DM-Ldi Stefano Tarocchi · Uno dei pochi elementi positivi che ci sono concessi da questi tempi surreali, ossia la lettura, e soprattutto di un testo recente e denso di Romano Penna (Amore sconfinato. Il Nuovo Testamento sul suo sfondo greco ed ebraico libro, San Paolo 2019) –  in particolare di una sezione dedicata alla lettera ai Romani –, ci permette di tornare sul tema della Pasqua.

Scrive l’apostolo nel cap. 5: «quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita» (Rom 5,6-10).

Ci sono due frasi in parallelo in questa sezione della lettera ai Romani, entrambe con il verbo «morì» al termine (in questo modo esso è reso l’elemento centrale del ragionamento): Cristo «morì per gli empi», «morì per noi». Paolo parla addirittura del «tempo stabilito», quasi alludendo alla «pienezza dei tempi dei tempi» di cui parla altrove, a proposito della nascita di Gesù (Gal 4,4).

Di fatto l’apostolo muove dall’affermazione che nel momento in cui eravamo ancora “deboli”, ossia incapaci di poter fare da soli a salvarci, avvolti nella nostra incapacità – elemento questo di grande attualità! – , Gesù Cristo è morto per noi. Ma il punto fondamentale consiste nel fatto che Egli è morto per gli empi e per i peccatori, proprio nel momento in cui la condizione umana veniva a trovarsi senza rimedio alcuno: «Egli morì per noi … nel tempo in cui eravamo ancora peccatori, ossia quando non c’era in noi nulla che fosse degno di amore, neppure un atto di pentimento» (R. Penna).

Rifacendosi anche alla tradizione classica, san Paolo parla anche della capacità che, anche se raramente, può verificarsi: ossia che ci può essere qualcuno disposto a morire per un uomo giusto, oppure una persona buona; ma lui paradossalmente è morto per noi mentre eravamo nel peccato e senza nessun merito da produrre.prof-romano-penna-paoline-via-del-mascherino-94-roma

Già in precedenza l’apostolo aveva affermato che la morte di Gesù aveva preso il posto dello strumento usato nel giorno dell’espiazione: il “propiziatorio”, ossia il coperchio dell’arca dell’alleanza, asperso con il sangue una volta all’anno dal sommo sacerdote (Rom 3,25). Un particolare degno di nota: dopo che l’arca andò perduta al tempo della caduta di Gerusalemme (587 a.C.) il sommo sacerdote, di fatto, aspergeva il pavimento. Quindi siamo stati riconciliati con Dio quando eravamo suoi nemici, totalmente immeritevoli della sua misericordia.

In questo modo «l’apostolo mette in luce il carattere scandaloso di quella morte e della sua intenzionalità, in quanto essa non ha richiesto alcuna predisposizione morale in coloro per i quali è avvenuta. L’amore di Dio è generoso e libero: esso cade su una situazione negativa senza chiedere nulla come condizione previa» (Penna).

Tutto questo richiama la confessione di fede della prima Lettera ai Corinzi: «Cristo morì per i nostri peccati» (1 Cor 15,3): ossia non a causa dei nostri peccati, ma per cancellare i nostri peccati.

Del resto, Paolo aveva esordito così nella stessa sezione: «giustificati [lett. “resi giusti”] dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rom 5,1-5).

E questo ancora una volta ci conduce alla fede, quella di Abramo nella fattispecie: «ecco perché gli fu accreditato [= ad Abramo] come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione».

Dunque, nel richiamo alla morte scandalosa di Cristo, sta anche la premessa straordinariamente adatta a leggere i segni di questi tempi: «ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rom 5,3-5).

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Feste di Natale 2019

martedì 24 dicembre 2019 Vigilia di Natale 9:30 Confessioni [fino alle 12:00]
22:00 Messa della Notte
mercoledì 25 dicembre 2019 Natività del Signore 8:30 e 10:30 SS. Messe
giovedì 26 dicembre 2019 S. Stefano 10:30 S. Messa
domenica 29 dicembre 2019 S. Famiglia 10:30 S. Messa
martedì 31 dicembre 2019 Ultimo giorno dell’anno 18:00 S. Messa e Te Deum
mercoledì 1 gennaio 2020 Maria SS. Madre di Dio 10:30 S. Messa
domenica 5 gennaio 2020 II di Natale 10:30 S. Messa
lunedì 6 gennaio 2020 Epifania 10:30 S. Messa
domenica 12 gennaio 2020 Battesimo di Gesù 10:30 S. Messa

Calendario Novembre Dicembre 2020

sabato 1 novembre Ognissanti 10:30 S. Messa [al termine, benedizione del Cimitero]
sabato 2 novembre Comm. Fedeli Defunti 18:00 S. Messa
domenica 22 novembre Cristo Re 10:30 S. Messa
domenica 29 novembre I dom. di Avvento 10:30 S. Messa
martedì 8 dicembre Immacolata Concezione 10:30 S. Messa

Pasqua 2019: calendario delle celebrazioni

14 aprile Domenica delle Palme 10:30
S. Messa
15 aprile Lunedì Santo 17:30 Unzione dei Malati
18:00 Via Crucis
18 aprile Giovedì Santo 18:00 S. Messa in Cena Domini [segue l’adorazione eucaristica fino alle 22:30]
19 aprile Venerdì Santo 18:00 Liturgia della Passione [lettura della passione, adorazione della croce e comunione]
20 aprile Sabato Santo 9:30 Confessioni [fino alle 12:00]
22:00 Veglia Pasquale [benedizione del fuoco; annuncio pasquale; liturgia della Parola; liturgia battesimale; Eucaristia]
21 aprile Pasqua di Risurrezione 8:30 e 10:30 SS. Messe
22 aprile Lunedi dell’angelo 10:30 S. Messa